Danilo Gallinari si ritira: i momenti che hanno definito la sua carriera NBA

Celebriamo il ritiro di Danilo Gallinari ripercorrendo i momenti più iconici della sua carriera: record, partite leggendarie, playoff memorabili e l’eredità di uno dei più grandi italiani in NBA.

12/5/2025

L’Ultimo Capitolo di una Carriera Straordinaria

Con l’annuncio del ritiro del 2 dicembre 2025, Danilo Gallinari pone la parola fine a un percorso umano e sportivo che ha attraversato il basket europeo e americano per oltre vent’anni. Il Gallo non è stato soltanto un giocatore di alto livello: è stato un simbolo di continuità, resilienza e professionalità, capace di rinnovarsi più volte durante la sua lunga carriera. Le 16 stagioni in NBA costituiscono l’asse portante di una storia fatta di numeri, di imprese individuali e di scelte che hanno segnato l’evoluzione del ruolo dell’ala grande moderna.

In questo articolo ripercorriamo i momenti che meglio catturano la sua essenza: tappe tecniche, exploit personali, passaggi di carriera decisivi e il coronamento finale che trasforma il giocatore di Sant’Angelo Lodigiano in una figura di riferimento per le nuove generazioni.

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Il Draft NBA 2008 – L’Inizio di una Leggenda

Il 26 giugno 2008 segnò l’ingresso ufficiale di Gallinari nel basket globale: scelto come sesta scelta assoluta dai New York Knicks, il giovane italiano assume immediatamente le luci della ribalta internazionale. La chiamata al Madison Square Garden fu accompagnata da reazioni contrastanti tra il pubblico — alcuni fischi testimoniavano lo scetticismo verso un europeo in una piazza così esigente — ma Danilo rispose con compostezza e determinazione. La frase pronunciata in conferenza, “Starà a me guadagnarmi gli applausi dei tifosi”, divenne il primo indizio del carattere che lo avrebbe accompagnato per tutta la carriera.

Quel momento non fu solo una formalità anagrafica: segnò l’inizio di un processo di maturazione professionale che avrebbe portato il Gallo a consolidare la sua identità tecnica (tiro da fuori, tagli verso il canestro, abilità di post-up) e a capire sin da subito cosa significa essere un atleta di primo piano nel sistema NBA.

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Le Prime Stagioni ai Knicks – La Consacrazione del Gallo in NBA

Tra il 2008 e il 2011 Gallinari mise in mostra un repertorio offensivo già ampio e una propensione al tiro da tre che lo resero una risorsa preziosa per New York. In tre stagioni e mezza i numeri – 13,7 punti di media e il 37,7% da tre – raccontano la crescita costante di un giocatore che seppe adattarsi al ritmo e alle esigenze fisiche della lega.

Ma oltre alle cifre, quelle annate furono decisive per la costruzione della sua reputazione: lavorò sulla tenuta fisica, si affermò come professionista serio nello spogliatoio e consolidò quegli aspetti del suo gioco (letture offensive e capacità di creare spazio) che lo avrebbero reso appetibile alle franchigie più ambiziose.

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La Trade del 2011 – Il Vero Punto di Svolta

Il 22 febbraio 2011 una trade a tre squadre cambiò radicalmente il percorso di Gallinari: dalla Grande Mela alle montagne di Denver, in uno scambio che portò a New York anche Carmelo Anthony. Sul momento molti osservatori decretarono il vantaggio dei Knicks, ma la storia successiva dimostrò un’altra verità.

A Denver, Gallinari trovò maggiori opportunità: maggiore spazio offensivo, responsabilità crescenti e un sistema più congeniale al suo stile di gioco. Qui cominciò a emergere come un giocatore capace di incidere su entrambi i lati del campo, non soltanto come realizzatore ma come elemento di equilibrio tattico in squadre costruite per competere ad alti livelli.

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La Stagione dei 57 Successi – Il What If più Grande della Carriera

La 2012-13 è la stagione che molti ricordano con stupore: i Denver Nuggets chiusero con 57 vittorie e 25 sconfitte, il miglior totale nella storia moderna della franchigia. Gallinari aveva un ruolo centrale in quel gruppo, portando tiro, spazio e versatilità.

Il grande rimpianto di quella annata rimane la sua assenza nei playoff a causa di un grave infortunio: una perdita che i tifosi e gli addetti ai lavori indicano come il what if per eccellenza: cosa avrebbe potuto cambiare se il Gallo fosse stato in campo? Quel vuoto lasciò un interrogativo aperto sulla reale dimensione che quei Nuggets avrebbero potuto raggiungere con lui in piena forma.

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Il Record Italiano - 47 Punti Contro Dallas (10 Aprile 2015)

Il 10 aprile 2015 resta una delle pagine più luminose della carriera di Gallinari. In una partita infinita contro i Dallas Mavericks, il Gallo mise a referto 47 punti dopo un doppio overtime, firmando il record assoluto per un italiano in NBA e superando la storica prestazione di Andrea Bargnani.

Quel match — terminato 144-143 per Dallas — è uno di quei casi in cui la prestazione individuale trascende il risultato finale: Gallinari offrì un repertorio offensivo completo, dalla precisione dall’arco alla capacità di segnare anche nel traffico e nei momenti caldi. Una notte epica che consolidò definitivamente il suo status di miglior realizzatore italiano nella storia della lega.

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Le 10 Triple Contro Boston – 38 Punti da Manuale

Il 24 febbraio 2021, con la maglia degli Atlanta Hawks, Gallinari dimostrò che la sua pericolosità dall’arco non era un ricordo del passato. Con 38 punti e un incredibile bottino di 10 triple, stabilì un record di franchigia e ricordò a tutti che la sua mano rimaneva tra le più affidabili della lega.

La partita non fu solo un’esibizione di tiro: fu la certificazione di quanto il Gallo avesse affinato i movimenti, la selezione del tiro e la lettura degli spazi; elementi che gli permisero di restare competitivo anche in stagioni avanzate della carriera.

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La Rubata su Embiid in Gara 7 Il Momento Clutch della Carriera

Durante i playoff del 2021, in una gara 7 che rappresentava il punto più alto della tensione stagionale, Gallinari firmò una giocata che restò nell’immaginario collettivo dei tifosi. Con meno di un minuto sul cronometro, riuscì a sottrarre palla a Joel Embiid — uno dei centri più dominanti della lega — e a finalizzare in contropiede con una schiacciata che sancì il +6 per gli Hawks.

Quella giocata non fu solo atletismo: fu tempismo tattico, consapevolezza e freddezza. Rappresentò il contributo decisivo di un veterano nel momento in cui la posta in gioco era massima, e contribuì in modo determinante alla qualificazione della squadra alle Finals di Conference, il passo più importante della carriera in termini di traguardi di squadra.

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Il Titolo a Porto Rico – Campione e MVP

Nell’atto conclusivo della sua carriera, Gallinari trovò un epilogo romantico e significativo: la firma con i Vaqueros de Bayamón e la conquista del titolo del Baloncesto Superior Nacional. In quel torneo estivo, non solo guidò la squadra al successo, ma venne eletto Finals MVP, certificando un finale di carriera tanto meritato quanto inaspettato.

Quel titolo e quel riconoscimento sono la sintesi perfetta di una carriera che ha saputo reinventarsi: dal palcoscenico più duro della NBA fino alla possibilità di chiudere in bellezza in un campionato internazionale, con la gioia del trionfo e il riconoscimento dei tifosi.

L’Eredità di un’Icona Senza Tempo

Con il ritiro, Danilo Gallinari lascia un’eredità che supera la semplice sommatoria di punti (gli 11.607 segnati in carriera rimangono il dato più eclatante). La sua è una storia di adattamento — allo stile di gioco, ai ruoli, alle aspettative — e di perseveranza: la capacità di tornare dopo infortuni pesanti, di trovare nuove strade e di diventare sempre utile alla causa di squadra.

Dalla chiamata al draft tra i fischi del Madison Square Garden fino al trionfo finale a Porto Rico, Gallinari ha costruito un percorso che diventerà modello per molti. Come scrisse nel messaggio d’addio: Con un cuore pieno di gratitudine, annuncio il mio ritiro da una carriera che ho sempre sognato., parole che racchiudono un’intera vita dedicata allo sport.

La sua storia resterà un faro per le generazioni future: non solo per i numeri, ma per l’esempio di chi ha saputo trasformare talento e passione in una carriera degna di essere raccontata.

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